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Ai microfoni di Radio Ascoli, l’architetto e direttore dei lavori Daniele Di Flavio fa il punto sul cantiere della Cattedrale di Sant’Emidio: tra volte trecentesche da consolidare, sorprese strutturali e la sfida di mantenere la chiesa aperta alla città. Un intervento complesso e articolato, mirato a restituire sicurezza strutturale e a valorizzare il patrimonio artistico del Duomo.
Le difficoltà del cantiere: dal sisma alle volte trecentesche
La fase più complessa ha riguardato il rinforzo della volta centrale e delle navate. Proprio per far fronte a queste criticità si è resa necessaria l’approvazione di una variante di completamento, focalizzata in particolare sul ripristino dell’abside e della Cappella del Sacramento. Tutte le volte sono state consolidate e rinforzate con fibre di basalto, mentre i tetti delle due navate laterali sono stati completamente rifatti ex novo con strutture non più spingenti.
Un nuovo impianto di illuminazione e l’orgoglio di una chiesa sempre aperta
Grazie ai fondi complementari e a una stretta sinergia con la parrocchia e l’Usr, è in fase di completamento un nuovo impianto elettrico e di illuminazione, che rimuoverà definitivamente i vecchi cavi a vista ereditati dai precedenti interventi.
A rendere l’impresa ancora più straordinaria è stata la gestione logistica: “Una delle cose più difficili è stato tenere la chiesa sempre aperta – ha sottolineato Di Flavio – nonostante i mesi di cantiere, la Cattedrale ha continuato a garantire le funzioni religiose, accogliendo turisti e fedeli tra un ponteggio e l’altro grazie al coordinamento costante con l’impresa esecutrice Gaspari”

