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Cassa integrazione, impennata nel Piceno: aumenta del 192% nei primi 9 mesi del 2026

da | 5 Nov 2026

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Nei primi nove mesi del 2026 si è registrato nel Piceno un aumento record delle ore di cassa integrazione, cresciute del 192%. Il dato, emerso dalle rilevazioni Inps elaborate dall’Ires Marche, evidenzia un primato negativo per il territorio. Come spiegato ai microfoni di radio Ascoli dal Segretario Generale della CGIL di Ascoli Daniele Lanni, infatti, il Piceno registra l’incremento più alto di tutta la regione Marche. Si tratta di quasi 2,5 milioni di ore autorizzate, equivalenti a circa 1.700-1.800 posti di lavoro a tempo pieno coinvolti.

L’impatto della cassa integrazione sulle famiglie e l’aumento della precarietà lavorativa nel Piceno

Oltre all’esplosione della cassa integrazione, la situazione del mercato del lavoro nel piceno risulta fortemente segnata dalla precarietà. Nel territorio provinciali, meno del 50% dei lavoratori beneficia di un contratto stabile a tempo pieno, mentre la restante parte è divisa tra part-time involontario e forme contrattuali precarie. Questa instabilità spinge sempre più persone e giovani a cercare opportunità fuori dal territorio. Negli ultimi 15 anni la provincia di Ascoli ha infatti perso 15.000 abitanti, cifra pari alla quarta città della provincia per numero di residenti. Il fenomeno è legato sia al calo delle nascite dovuto a condizioni economiche incerte, sia all’emigrazione dei giovani che non trovano sul territorio opportunità adeguate ai propri studi.

Lo sciopero generale del 29 novembre e la mobilitazione a piazza Matteotti ad Ascoli

Per rispondere a questa situazione ormai insostenibile, la CGIL ha indetto uno sciopero generale per il 29 novembre. A livello locale è prevista una manifestazione ad Ascoli con concentramento alle ore 10:00 in piazza Matteotti. “La mobilitazione – ha annunciato Lanni – vedrà anche la partecipazione della Rete degli Studenti Medi in occasione della giornata internazionale degli studenti, unendo le vertenze del mondo del lavoro a quelle del mondo dell’istruzione”. Tra le contestazioni principali sollevate dal sindacato rientrano i tagli stabiliti nella manovra finanziaria, l’assenza di politiche industriali e la mancanza di risposte concrete da parte del Governo a fronte dei rincari quotidiani che colpiscono lavoratori e pensionati.