C’è una linea immaginaria che attraversa il Piceno come il 38° parallelo coreano: da una parte Ascoli, dall’altra San Benedetto del Tronto. Due città che ancora pensano a primeggiare in una provincia che ha meno abitanti di un municipio di Roma.
Ma l’identità si rafforza nel confronto, non certo nell’annessione.
La nota del direttore Lanfranco Norcini Pala.

