Un temporale basta a riscrivere la geografia urbana di Ascoli Piceno, trasformando strade e piazze in specchi d’acqua a gestione spontanea.
Tombini sepolti dai cantieri e cascate dall’Annunziata diventano attrazioni involontarie di una città che galleggia tra ironia e disagi.
Nel frattempo, le buche evolvono: da problema cronico a risorsa multifunzionale per parcheggi creativi.
La nota del direttore Lanfranco Norcini Pala.

