Buongiorno e buon Sant’Emidio a tutti.
Oggi comincia la nostra giornata di festa, e comincia all’alba, come sappiamo bene, in questo giorno, il giorno di Sant’Emidio. Ci mette assolutamente in linea, nella stessa musica, nella stessa dimensione della Pasqua.
Noi sappiamo che il giorno di Pasqua comincia con la risurrezione di Gesù, all’alba. È l’alba del giorno nuovo, è l’alba dell’ottavo giorno, il giorno senza tramonto, il giorno che non conosce il buio, il giorno della luce.
Secondo la tradizione, Sant’Elena, la madre dell’imperatore Costantino, riconobbe il luogo del Calvario e il luogo in cui era nascosta la croce dalla pianta del basilico. Basilico significa la pianta del re. E il re è il Signore. È il Signore Gesù che vince la morte, che vince la notte, che vince il peccato.
Ed ecco perché anche sulla tomba di Sant’Emidio il segno è quello della pianta del basilico. È una pianta che ha un profumo fortissimo, è una pianta che segnala la presenza di qualcosa di più grande. È la pianta del re, è la pianta della risurrezione, è la pianta della vita.
E allora questa pianta, che benediciamo e che ci portiamo a casa, è il segno della Pasqua a cui anche noi siamo chiamati a partecipare.
Dice San Paolo nella lettera ai Colossesi: “Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo, assiso alla destra di Dio. Non guardate soltanto alle cose della terra, guardate anche alle cose del cielo”.
Ed ecco perché ci ritroviamo qui, all’alba, quando sorge il sole, con la pianta del basilico. Perché noi siamo chiamati a regnare con Cristo. Il giorno del nostro battesimo, il sacerdote ha fatto un piccolo segno di croce sulla nostra fronte, un piccolo segno di croce con il crisma, l’olio misto a profumo, che è il simbolo dello Spirito Santo, il simbolo della sacramentalità.
E c’è stato detto, a ognuno di noi, sulla fronte: “Tu sei figlio di Dio, tu sei re, sacerdote e profeta.” Non sei suddito, non sei suddito di nessuno, perché il Signore, il re, ti chiama a regnare con Lui.
E così si fonda la nostra libertà, la nostra regalità, per la quale siamo chiamati a risorgere con Gesù e a vivere in questo nostro tempo come persone risorte, risorte con Cristo, che guardano le cose come le guarda Dio, che vivono la vita a fronte alta, a testa alta, come la vive il Signore risorto.
Allora quello del basilico è un simbolo bellissimo. Un simbolo che ci ricorda tante cose, ma soprattutto ci ricorda chi siamo, quello che siamo chiamati a diventare ancora di più, giorno dopo giorno: re, figli di Dio, gente libera, gente che vive in questo tempo insieme a Cristo risorto a servizio del Regno di Dio. E non del regno del buio, non del regno delle tenebre, non del regno della schiavitù.
Il nostro bellissimo battistero, il più bello, il più antico delle Marche, è fatto con tre forme: a terra è quadrato, il simbolo della terra; ma poi, proprio perché siamo entrati nella vasca battesimale morti e risorti con Cristo, entriamo nell’ottavo giorno, il giorno senza tramonto, ed ecco perché il battistero nel corpo ha forma ottagonale. E poi su, la nostra vita si sviluppa fino ad entrare nella luce di Dio, ed ecco che il battistero ha la cupola, e in cima alla cupola c’è il lucernario da dove entra la luce del sole.
Ecco, la nostra vita è questa. Pur appartenendo alla terra, pur essendo pieni di difetti, siamo chiamati a entrare nel giorno senza tramonto, il giorno di Cristo risorto, e a vivere come figli della luce.
Bene, è un simbolo importante, giusto? È un simbolo potente, vero? Non serve mica solo per il sugo il basilico, serve per ricordarci della risurrezione!
Il Signore sia con voi. (Assemblea: E con il tuo spirito)
Sia benedetto il nome del Signore. (Assemblea: Ora e sempre)
Il nostro aiuto è riposto nel Signore. (Assemblea: Egli ha fatto cielo e terra)
Vi benedica Dio onnipotente e buono: Padre, Figlio e Spirito Santo. (Assemblea: Amen)

